L’assedio cinese

29 Apr

Il distretto senza regole degli abiti low cost di Prato

Zara e H&M sono ormai fenomeni di successo, studiati e imitati. Ma c’è un altro gigante dell’abbigliamento low cost che ha conquistato i mercati europei (e non solo) con un modello che sorprende ancora di più, perché non ha brand, non ha negozi, non investe in marketing né in comunicazione, ma fa leva soltanto sul passaparola e sull’etichetta made in Italy. Quel “gigante” produttivo-distributivo è il distretto cinese degli abiti di Prato, l’unico in Italia che nei due anni più terribili per l’economia mondiale ha continuato a galoppare incurante della crisi. Anche se nessuna statistica l’ha rilevato, perché si nutre di illegalità e manodopera clandestina. Una fabbrica strabiliante per produttività e addetti, tale da meritarsi un articolo a tutta pagina persino sul Financial Times. Ora si corre il rischio che il distretto cinese, che finora ha viaggiato su binari paralleli al tradizionale distretto tessile di Prato, si infiltri nell’economia locale e ne soffochi lo sviluppo. L’ombra delle organizzazioni criminali si è già allungata.
E se Prato fosse solo la prima tappa dell’assalto al manifatturiero italiano?

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Una Risposta to “L’assedio cinese”

  1. Kevin Latham 24 maggio 2011 a 11:53 #

    Buongiorno. Sono un docente universitario (senior lecturer) nel reparto di antropologia di SOAS (School of Oriental and African Studies), Universita’ di Londra. Ho fatto la ricerca estensiva sui media, giornalismo e consumismo cinesi. Adesso inizio una nuova ricerca sui cinesi in Italia, in Prato e Milano/Bergamo in particolare. Un aspetto di questa ricerca riguarda l’uso dei media (compreso TV, radio, giornali, Internet etc.) dei cinesi in Italia ma sono anche interessato nel contesto cinesi a Prato in generale.

    Adesso sono a Londra, ma vengo a Prato il 25 maggio (domani) fino al 28 maggio e volevo sapere se fosse possibile organizzare un incontro con Lei per parlare un po’ dei cinesi a Prato/in Italia. Lei ha tempo in quei giorni per caso?

    Aspetto la sua gentile risposta.

    Cordiali saluti

    Kevin Latham

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